mercoledì 8 ottobre 2014

Brutte notizie da Roma


quello che decidono a Roma avrà un impatto significativo anche nella nostra "piccola" area metropolitana. vi invito a leggere con attenzione quanto segue.




La minaccia
Sblocca-Italia 

Sedici grandi "firme" -da Salvatore Settis a Carlo Petrini, da Tomaso Montanari all’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray- prendono posizione contro il decreto che -nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana- rischia di essere un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby.  “Rottama Italia” è un libro -corredato da 13 vignette- disponibile gratuitamente in formato PDF da www.altreconomia.it/rottamaitalia, affinché -mentre il decreto viene discusso in Aula-, si apra il dibattito nel Paese




7 ottobre 2014 - A 15 anni dall’uscita del primo numero della rivista “Altreconomia” (novembre 1999), Altreconomia edizioni festeggia il proprio compleanno regalando all’Italia uno straordinario e-book in cui sedici autori, architetti, urbanisti, archeologi, giuristi, costituzionalisti, giornalisti affrontano i 45 articoli del decreto Sblocca-Italia, che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 12 novembre.

"Rottama Italia" è un libro corredato da 13 vignette e disponibile gratuitamente in formato PDF sul sito www.altreconomia.it/rottamaitaliache spiega, articolo per articolo, perché lo Sblocca-Italia rappresenta una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro.
Il libro è anche in vendita in formato epub e mobi.
Il punto di vista degli autori è quello dell’articolo 9 della Costituzione, più volte citato nel testo, per ribadire i valori della tutela del territorio e richiamare l’esigenza di legalità e di una visione sostenibile del futuro.  


“Rottama Italia” nasce da un’idea di Sergio Staino, ed è stato curato da Tomaso Montanari. Hanno partecipato -gratuitamente- al progetto Ellekappa, Altan, Tomaso Montanari, Pietro Raitano, Giannelli, Mauro Biani, Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Maramotti, Edoardo Salzano, Bucchi, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Riverso, Salvatore Settis, Beduschi, Vincino, Luca Martinelli, Anna Donati, Franzaroli, Maria Pia Guermandi, Vauro, Pietro Dommarco, Domenico Finiguerra, Giuliano, Anna Maria Bianchi, Antonello Caporale, Staino, Carlo Petrini. 

“Il volume che pubblichiamo è un -raro- esempio di informazione indipendente, che ha ragione d’essere nelle azioni che genera -spiega Pietro Raitano, direttore di Altreconomia-. Ogni contributo vale per sé, e al tempo stesso costituisce la voce di una composizione corale.
C’è voluto coraggio per pensarlo, scriverlo e pubblicarlo. C’è voluto tempo per capire, spiegare (una vera rivoluzione, nell’epoca dei tweet). Ma ci vorrà coraggio anche a leggerlo con attenzione e farne un manifesto di azione”.

“La prima, e più importante, resistenza allo Sblocca-Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere -scrive Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Napoli Federico II-. Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio. Richiamando al progetto della Costituzione i nostri rappresentanti in Parlamento. E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se -alla fine e nonostante tutto- questo sciagurato decreto ‘Rottama-Italia’ diventerà legge dello Stato”.

“Il decreto in esame non difende affatto il territorio, né dalla devastazione ambientale provocata dall’edilizia, dalle cementificazioni e dalle impermeabilizzazioni stradali, né tanto meno dalle privatizzazioni ed alienazioni a privati -spiega Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale-. Va perciò affermato con forza che il 'territorio', elemento costitutivo della comunità politica, non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella 'proprietà collettiva demaniale' o nella ‘superproprietà’ del popolo, a titolo di sovranità”.

“Non condivido la natura e le finalità dello Sblocca-Italia, un provvedimento legislativo incautamente complesso, che deroga ma non chiarisce, tenta di semplificare ma produce stratificazioni normative e non tutela l’ordinamento e tutti gli interessi opposti all’urgenza -aggiunge Massimo Bray, già ministro dei Beni culturali del governo Letta-. Quanto costa alla democrazia italiana una politica che interviene con un decreto legge di 45 articoli, relativi ad una pluralità di materie?”.

L'urbanista Edoardo Salzano, già Preside della Facoltà di Pianificazione del territorio dello IUAV di Venezia, spiega nel suo intervento che lo Sblocca-Italia “per eliminare le regole sull’uso del territorio” va ad “abbattere i due baluardi che sorreggono la loro efficacia: la pianificazione urbana e territoriale come metodo e strumento dell’azione pubblica, e la burocrazia delle istituzioni (quella privata si moltiplica a dismisura). Quella burocrazia pubblica che è essenziale perché le regole stabilite nell’interesse pubblico siano effettivamente rispettate”

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, già direttore della Scuola normale superiore di Pisa, ed editorialista de la Repubblica, sottolinea come “a quel che pare sarà un governo nominalmente di Centro-sinistra a celebrare, dopo vari tentativi andati a vuoto, il trionfo del silenzio-assenso, trasformandolo da tutela del cittadino contro l’inerzia della pubblica amministrazione in un trucco che cestina un principio fondamentale della Costituzione. […] le eccezioni di incostituzionalità sollevate da alcuni parlamentari (Atti Camera, nr. 2629) sono state respinte dalla maggioranza di governo. Dobbiamo perdonare loro perché non sanno quello che fanno, o sperare che si ravvedano?”.

Le conclusioni di “Rottama-Italia” le firma Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che provando a ripercorre il dibattito parlamentare in corso negli ultimi anni, sul tema dello stop al consumo di suolo, spiega come “questo decreto Sblocca-Italia è così surreale e fuori dal tempo e dal luogo in cui ci troviamo a vivere, che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo non sia stato l’uomo della rottamazione (che però, siamo sicuri, lo ha battezzato), ma un manipolo di lobbisti disperati: quasi il risultato della clonazione del primo Tremonti, che favorì il pullulare dei capannoni oggi miseramente vuoti e abbandonati, ovunque”. 
E, affonda la penna Petrini, “evidentemente costoro non hanno minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa nostra povera Patria e soprattutto non hanno nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!”.

“Rottama-Italia” è un’iniziativa editoriale di Altreconomia edizioni. 
“Altreconomia”, dal novembre 1999, è un mensile d’informazione economica indipendente, che non riceve finanziamenti pubblici e seleziona la propria pubblicità secondo criteri etici. Altreconomia edizioni è una cooperativa, forte di oltre 600 soci tra persone fisiche e persone giuridiche. Un editore puro, l’unico che ha scommesso su questo libro, un’operazione essenziale di democrazia.


Sul sito www.altreconomia.it/rottamaitalia è disponibile il libro "Rottama Italia" in formato PDF, con la copertina in alta risoluzione. All'interno del libro, la biografie dei 16 autori degli articoli e dei 13 disegnatori che hanno regalato le proprie vignette per questo progetto.




giovedì 25 ottobre 2012

Eppur.....qualcosa...si muove!


Vi ricordate la data di scadenza per la consegna delle schede di "censimento del cemento" da parte dei Comuni? ebbene sì...è il 31 ottobre e sta......scadendo....di nuovo. Pochi dei nostri "Lenti Pubblici" hanno approfittato della proroga per compilare il questionario che abbiamo loro inviato, per la prima volta, a Febbraio. Alla segreteria nazionale del Forum "Salviamo il Paesaggio" stanno arrivando richieste da parte di alcuni Comuni -che stanno terminando l'elaborazione dei dati- di poter prorogare (di nuovo) la scadenza. Negli ultimi giorni tutti i "portavoce" dei Comitati Locali del nostro Forum stanno esprimendo il proprio parere a favore di un'ulteriore proroga.
Questa dilazione non deve essere intesa come una debolezza ma come un gesto di grande attenzione nei confronti delle amministrazioni comunali: non ci interessa avere qualche scheda compilata in più, ma la certezza di aver dato la massima disponibilità e comprensione verso i Sindaci e le Giunte. 
Da un punto di vista "filosofico" ci si potrebbe anche chiedere PERCHE' chiudere la Campagna Censimento; si sta pensando anche ad una eventuale "rimodulazione" del questionario, a renderlo più snello...privo di quelle complessità tecniche eccessive cui "si appigliano" alcune Amministrazioni per giustificare le loro reticenze. Insomma, un mini-censimento...per poter avere quei dati fondamentali (il consumo di suolo previsti dai Piani, e il suolo consumato negli ultimi due anni) che, unitamente ai dati del Censimento Istat, ci consentirebbero comunque di continuare le nostra battaglia a difesa del "Bene Comune Terra". 
Ma....perchè il titolo del post "EPPUR QUALCOSA SI MUOVE"?!?
Perchè nella nostra zona, non esattamente nella Martesana ma...ai confini...c'è un assessore all'urbanistica che si cruccia e si dispiace per il fatto che il suo Comune non sarà in grado di rispettare la scadenza del 31 ottobre. E' l'ottimo Corrado Boccoli di Vimercate, il quale dopo avermi invitato (come portavoce di "Salviamo il Paesaggio"ndr) a presentare la "campagna censimento" in Commissione Territorio nel mese di luglio mi scrive: "avremmo il piacere di invitarla nella prossima commissione territorio per la presentazione dei dati raccolti". Conclude salutandomi e ringraziando. No, assessore Boccoli, siamo noi di SalviamoIlPaesaggio che ringraziamo te, il signor Franzosi (Presidente della Commissione Territorio di Vimercate), i commissari tutti e i consiglieri comunali che si sono "aperti" alle nostre istanze. Siete un esempio di buona politica e di rispetto verso quelle forme, come la nostra, di cittadinanza attiva.
 Grazie! Davvero!

p.s. La  Commissione Territorio a Vimercate si terrà mercoledì 14 novembre alle 21. E' possibile partecipare.

per il Coordinamento della Martesana del Forum di Associazioni "Salviamo il Paesaggio"
il portavoce pro-tempore Gian Paolo Ronchi




lunedì 10 settembre 2012

CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI SFITTI: scadenza rimandata a fine ottobre 2012. Le Amministrazioni Comunali risponderanno?

riportiamo integralmente la lettera ricevuta dal coordinamento nazionale del nostro Forum....
meglio non sapremmo esprimere gli stessi concetti.
buona e attenta lettura!
 
Dal 27 di febbraio è in atto un'iniziativa singolare nel nostro Paese: il forum nazionale "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" ha inviato una richiesta a tutti gli 8.101 Comuni italiani per sollecitare, entro sei mesi, la compilazione e restituzione di una particolare scheda di censimento.

La scheda (strutturata in 25 punti nevralgici più 7 facoltativi) è stata trasmessa utilizzando la posta elettronica certificata, strumento che la stessa amministrazione pubblica invita ad utilizzare per agevolare il dialogo tra Enti e cittadini.

In particolare, la scheda censuaria si propone di mettere in luce qualche dato primario, come il rapporto tra superficie comunale complessiva e aree verdi, l'estensione di suolo potenzialmente urbanizzabile secondo quanto previsto dallo strumento urbanistico in vigore, e l'elemento centrale di qualunque odierna seria pianificazione del territorio, ovvero l'ammontare degli immobili (tanto residenziali quanto produttivi) presenti in ciascun Comune e al momento vuoti, sfitti, non utilizzati.

Molti commentatori hanno immediatamente esclamato: "richiesta doverosa, stante la situazione del suolo già consumato; le amministrazioni non avranno difficoltà a fornire questi dati essenziali".

Ma noi eravamo (purtroppo) certi che proprio quest'ultimo elementare dato avrebbe scatenato un po' di panico tra le fila di Sindaci, Assessori e tecnici comunali. Tanto che, prudentemente, ci eravamo posti la domanda: "e se le risposte dovessero essere scarse oppure scarne?". E avevamo subito ipotizzato un "secondo tempo" per il nostro match con le amministrazioni: la stesura di una proposta di legge d'iniziativa popolare (in corso di definizione). Essere ottimisti è buona cosa, ma la ricerca della concretezza imponeva avere le idee chiare in ogni caso.

E l'ottimismo della ragione non poteva essere così miope da non considerare, appunto, l'eventualità che la più semplice delle richieste ("quante abitazioni e quanti capannoni non utilizzati ci sono nel vostro Comune ?") cozzasse con la dura realtà: meglio che nessuno - o pochi - lo sappiano, altrimenti i nuovi piani urbanistici in vigore e le "sante" varianti sempre in ballo finiranno per essere smascherate come pure presunzioni basate sul nulla. Il Re sarà nudo!

Nei primi cinque mesi di campagna, ogni Comune ha ricevuto due volte la richiesta (repetita juvant) da parte della segreteria nazionale e moltissimi di essi hanno inoltre ricevuto il sollecito "fisico" da parte di semplici cittadini riuniti nei 131 Comitati locali "Salviamo il Paesaggio" costituiti un po' in tutta la penisola.

E 
decine sono state le mozioni, le istanze, le interpellanze, le interrogazioni presentate da consiglieri comunali che chiedevano alla loro stessa amministrazione di "impegnare" gli uffici tecnici nel rispondere alla richiesta del Forum nazionale.

I risultati, ad oggi, sono a dir poco deludenti: 177 i Comuni che hanno finora risposto. Di queste risposte, ben 55 sono assolutamente negative, adducendo l'impossibilità di poter disporre di un simile dato e che certamente non sarà possibile assoldare una squadra di tecnici pro tempore ("onde non sforare il patto di stabilità" ... !).

62 le risposte parziali
(schede compilate in modo non completo oppure delibere dei consigli comunali che impegnano la rispettiva amministrazione ad effettuare il censimento entro sei mesi). Restano dunque 60 schede di ritorno debitamente compilate. Una miseria...

E, cosa ancor più beffarda, ogni giorno incontriamo Comuni che ci dicono: "mai vista la vostra richiesta". Quando esibiamo loro il certificato elettronico che comprova l'avvenuto loro ricevimento e l'indirizzo di posta interpellato, l'arroganza della risposta si trasforma in un timido balbettio ed è seguito da un "farò pervenire ora all'ufficio competente".

Insomma, poche risposte (e ancor meno quelle positive) e la sensazione che il primo approccio sia appena stato attivato. Ce n'è per sentirsi scoraggiati. E molti dei militanti del Forum nazionale non hanno mancato, nel leggere i risultati parziali, di ritenere la campagna un quasi-fallimento.

E qui è bene fare uno stop e addentrarci in una sensata analisi.

Perchè un'iniziativa del genere può essere un fallimento se promossa da un soggetto "debole" (ma qui il soggetto è un Forum nazionale che comprende, come detto, 783 organizzazioni, tra cui 80 associazioni nazionali molto trasversali e rappresentative dell'ambientalismo, dell'altra economia, delle aggregazioni tra Enti Locali, del mondo agricolo, dell'associazionismo turistico e ricreativo, dei professionisti del settore e a cui si aggiungono 703 tra associazioni e comitati territoriali).

Può essere un fallimento se promossa da un soggetto che non è in grado - dal punto di vista organizzativo - di rapportarsi con questo vasto arcipelago di Comuni (ma qui l'azione è stata finora ineccepibile, tanto a livello centrale quanto nelle realtà territoriali presidiate dagli attuali 131 Comitati locali all'opera).

Può essere un fallimento se la scheda censuaria proposta risulta farraginosa o troppo complessa (ma tutti i Comuni che già l'hanno compilata dimostrano l'assoluta fattibilità della sua compilazione: l'hanno fatto, ad esempio, capoluoghi di provincia come Padova o Imperia, comuni come Faenza e Casasco, che hanno rispettivamente oltre 58.000 e appena 125 abitanti: grandi e piccoli, dunque, sono perfettamente in grado di rispondere ...).

O ancora, può essere un fallimento se nei primi mesi di attività il soggetto non avesse registrato l'attenzione del Presidente della Repubblica (che salutò per iscritto, a fine ottobre, la costituzione del Forum nazionale), dei ministri Ornaghi e Catania (quest'ultimo, addirittura, sta lavorando attorno alla presentazione di un disegno di legge che dovrà contenere/azzerare il consumo di suolo agricolo).

Non può certamente essere considerata un fallimento, invece, se l'unico "problema" è la non-volontà delle amministrazioni comunali.

Significa che abbiamo toccato (e non ne avevamo dubbi) il vero nervo scoperto della questione
: la pianificazione del territorio corrente non considera un metodo (quello da noi proposto con la scheda di censimento), non dispone di dati sul consumo di suolo già avvenuto, non è interessata a considerare l'enorme patrimonio edilizio che, in ogni Comune, resta non utilizzato. Dunque è una pianificazione sbagliata, frutto di emotività, incapace di preoccuparsi primariamente dei bisogni collettivi. Questa è la dura e triste realtà.

Nonostante tutto, abbiamo la testa dura e procediamo. Con il vento in poppa. Il che ci porta sfrontatamente a concedere due mesi in più a tutte le "lente amministrazioni" e a quelle che solo ora hanno preso visione della nostra richiesta. La scadenza è fissata per la fine di ottobre 2012.

Ai 177 Comuni che già (in modo positivo o negativo) hanno risposto, quanti se ne aggiungeranno?Lasciamo la risposta a qualche incallito scommettitore o a qualche bookmakers. La quantità, in fondo, poco ci interessa.

Ciò che ci premeva - e che ci preme - è la pressione rivolta a tutti gli amministratori: abbiamo avviato un dialogo, chiediamo che non si ragioni (più) su elementi astratti ma su dati certi, fuori dalle ideologie.

Le non risposte delle amministrazioni o le loro risposte negative sono e sarano messaggi chiarissimi. Che faremo immediatamente rimbalzare tra i cittadini di ognuno di questi Comuni. E allora il Re sarà nudo. Più che mai.

Qualcuno potrà domandarsi: "ma se prevedevate una risposta così bassa dalle amministrazioni comunali, perchè avete ugualmente voluto provarci?".

Domanda molto pertinente. A cui si può rispondere in diversi modi.

Il primo è che partire subito con una proposta di legge d'iniziativa popolare poteva sembrare un voler scavalcare gli ambiti comunali, ciò il "luogo" dove gli scempi primari vengono decisi e attuati. Sarebbe stato un errore, una mancanza di stile. Di più: non voler istituire un dialogo concreto.

Poi: era necessario essere certi che ad una richiesta di dialogo non corrispondesse un muro; avremmo altrimenti offerto un alibi a tutti i Sindaci: "ma perchè non ce l'avete detto prima che volevate ragionare sui numeri ?".

E poi occorreva "rodarsi" un po': il Forum nazionale è nato a fine ottobre dello scorso anno, la campagna "Salviamo il Paesaggio" il 27 febbraio. Un soggetto così ampio e così giovane doveva per forza prima organizzarsi sui territori, perchè sarà nei territori che andremo a confrontarci per i prossimi mesi ed anni.

Infine, era importante che inequivocabili dati di mercato mostrassero agli stessi operatori del comparto edile come la crisi economica in atto suggerisca di abbandonare la strada del "nuovo mattone" per dirigere le attenzioni sul recupero dell'ampio patrimonio edilizio esistente e sul suo adeguamento energetico. I dati parlano chiaro: nel periodo 2008/2012 le nuove abitazioni sono diminuite del 40,4 %, mentre gli interventi di recupero del patrimonio abitativo sono cresciuti del 6,7 %.
Fino ad ora abbiamo fatto esattamente tutto ciò che avevamo promesso di voler fare. E, anzi, qualcosina di più. Ora tocca (toccherebbe ...) alle amministrazioni !

Con la stessa modalità collettiva con cui abbiamo preparato la scheda di censimento, stiamo ora lavorando attorno alla possibile proposta di legge d'iniziativa popolare.
Che si trasformerà in una campagna di raccolta firme e poi (raggiunte le 50.000 firme di cittadini richieste dalla legge, ma noi puntiamo a 500.000 inequivocabili firme ...) sarà il Parlamento a dover discutere la nostra proposta.

Non c'è altra strada. A meno che, da qui a fine ottobre, le amministrazioni non agiscano.Noi continuiamo a sollecitarle ...

L'ottimismo ci dice di crederci. La concretezza ci stimola a procedere, prevedendo tutte le chance che portino i nostri Primi Cittadini ad entrare nella realtà e a non restare in quell'era feudale in cui troppo spesso mostrano di voler vivere e governare a tutti i costi.

Il dado è tratto. Meglio: il seme è ora in terra: in quella terra che sappiamo oggi di dover difendere da nuove inutili aggressioni...

Alessandro Mortarino
(coordinatore nazionale del Forum "Salviamo il Paesaggio")info@salviamoilpaesaggio.it
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mercoledì 4 luglio 2012

Finalmente........


SONO ARRIVATE!!!
le prime due schede di "censimento del cemento" dei Comuni della Martesana ci sono state inviate da Basiano e Masate. Grazie agli amici dell'associazione Ca' Bianca, che ha sede proprio a Masate, per il sollecito della compilazione delle schede da noi inviate a metà Febbraio. Grazie anche all'Amministrazione dei due Comuni, che hanno dimostrato attenzione alla nostra Campagna e rispetto per i cittadini.

lunedì 11 giugno 2012

NOTEM: un grido di protesta che corre per 32 chilometri!


No Tem, un grido di protesta che corre per 32 chilometri
«De chi se pasa no!». Hanno scelto il dialetto per lanciare un grido unanime di protesta, un dissenso che corre per 32 chilometri lungo il tracciato della tangenziale est esterna milanese.
Seicento le persone che si sono ritrovate domenica pomeriggio a Melzo per il maxi-corteo dei No Tem di Paullo e del Presidio Permanente Martesana di Pessano con Bornago che, percorrendo la Provinciale 13 e la Rivoltana, si è diretto verso il cantiere “base” di Trucazzano. Associazioni nazionali, regionali e locali, comitati ambientalisti, semplici cittadini, muniti di bandiere, striscioni, slogan e un sentimento comune, urlare a gran voce il proprio “No” contro la Tem. Dall’altro lato, polizia in assetto antisommossa e camioncini blindati per impedire che i manifestanti raggiungessero l’area dove lunedì 11 giugno apre ufficialmente i battenti il cantiere. Qui, a poche centinaia di metri, è stato montato in mezzo alla strada un presidio simbolico, a ribadire che il territorio non permetterà che vengano fatti passi in avanti perché la Tem non s’ha da fare.
Tante le personalità presenti: il presidente e vicepresidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine e Sergio Cannavò e poi Domenico Finiguerra e il capogruppo di un’Altra Provincia Massimo Gatti. Con loro il Wwf e il Forum Salviamo il Paesaggio, l’associazione Parco Sud Milano e i no Tav, e poi il Des Brianza, La Cà Bianca di Masate, il comitato di Salvaguardia Ambientale di Cambiago. «Un’opera che parte senza la certezza dei 2 miliardi che occorrono per realizzarla – spiega Massimo Gatti – 47mila ettari, 1000 aziende che scompariranno sotto il peso di un’autostrada  che è un vero e proprio delitto. Bisogna resistere e fare in modo che venga cancellata». «Un’opera inutile alla quale diciamo no per lo spreco di suolo e aree agricole che comporterà la sua realizzazione - sottolinea Giampaolo Ronchi del Comitato Martesana Salviamo il Paesaggio – un progetto che non dovrebbe nemmeno esistere, lasciando spazio al potenziamento delle strade esistenti e del trasporto su ferro».

Daniele Orlandi
No Tem, un grido di protesta che corre per 32 chilometrip://www.milano.cinquegiorni.it/news.asp?id=4896