sabato 28 febbraio 2015

Buone notizie anche...ai margini del Martesana!!!

Con estremo piacere riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell'amico Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, da sempre sostenitore del nostro Forum "Salviamo il Paesaggio".
Segrate non è attraversata dal Naviglio Martesana, ma le belle notizie che arrivano dai vicini di casa si condividono con gioia! 

 Map of Segrate MI

Milano, 28 febbraio 2015                                          COMUNICATO STAMPA


Segrate: il PGT del cemento ora è carta straccia, salvi gli ultimi campi dell'hinterland milanese


Non sorgerà MILANO 4: il TAR conferma le certezze degli ambientalisti sull'illegittimità del piano urbanistico segratese

"Senza l'opposizione di cittadini e ambientalisti, il PGT di Segrate avrebbe cementificato gli ultimi 150 ettari di suolo agricolo"

Una sentenza ora lo dice a lettere chiare e forti: l'amministrazione comunale di Segrate e i tecnici che hanno elaborato il PGT hanno fatto carte false per portare a termine la più grande operazione immobiliare della Lombardia, che avrebbe riversato sulle ultime aree agricole e verdi del comune dell'hinterland milanese una 'Milano 4' di residenze di pregio e nuove infrastrutture. E dunque il piano urbanistico di Segrate ora è carta straccia, invalidato dalla sentenza che il TAR Lombardia ha depositato ieri. Nessuna concessione dunque al cemento facile che avrebbe dovuto letteralmente 'ingolfare' gli ultimi campi segratesi.
Segrate è un comune della prima cintura milanese letteralmente 'esploso', decuplicando la propria popolazione, a cavallo tra gli anni '60 e '70, anche in virtù di enormi operazioni immobiliari, come San Felice e Milano 2, che ne hanno completamente stravolto la fisionomia agricola. Oggi infatti oltre il 75% del territorio di Segrate è urbanizzato, un dato in continua crescita sebbene la popolazione si sia ormai assestata da oltre un trentennio a circa 34.000 unità.
Non paga di questi numeri, l'amministrazione comunale nel 2012 ha portato a compimento il proprio Piano di Governo del Territorio, con nuove previsioni volte a saturare completamente le poche superfici agricole superstiti, attraverso ben 4 ambiti di trasformazione per un totale di 150 ettari (la più grande, il Golfo Agricolo, alle spalle di Milano 2, estesa per quasi 100 ettari su terreni in gran parte di proprietà dell'immobiliare Segrate 2000 il cui amministratore unico è Alessandro Cantoni), e ad aumentare la popolazione del 50%, dato denunciato nelle osservazioni a suo tempo depositate da Legambiente Lombardia, e giustamente rilevato e stigmatizzato dal giudice amministrativo nel dispositivo della sentenza.
Il giudice amministrativo, in particolare, ha convalidato le tesi dei ricorrenti (cittadini segratesi e associazioni ambientaliste), circa l'aleatorietà dei dati con cui gli estensori del piano urbanistico ne avevano certificato la conformità al piano territoriale provinciale, nonostante gli ambiti di trasformazione previsti avrebbero provocato una urbanizzazione superiore di 13,5 volte (!) rispetto ai limiti imposti dalla Provincia nel suo Piano Territoriale.
A gioire, anche a nome dei cittadini segratesi che a decine avevano sottoscritto e sostenuto le spese di ricorso, è Legambiente (rappresentata in giudizio dall'avv. Veronica Dini) "Si tratta di una sentenza storica, che consolida un chiaro orientamento giurisprudenziale con cui ora, e definitivamente, si stabilisce che il suolo è un bene comune e che i cittadini e le associazioni che li rappresentano hanno pieno titolo ad opporsi a ingiustificate trasformazioni che ne comportino la distruzione" dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. "Abbiamo lavorato anni per arrivare a questo risultato, un lavoro fatto di conflitti e battaglie politiche e culturali, ma ora questa sentenza costringe la politica a fare il suo lavoro, cioè a produrre norme e regole chiare sulla tutela del suolo, che in Italia continuano a mancare, per evitare che i cittadini siano lasciati soli nell'azione di contrasto di speculazioni e soprusi a danno del paesaggio".
Quello che serve è ora la rapida approvazione di una legge nazionale che stabilisca principi e regole chiare e certe, che valgano per gli amministratori pubblici come per gli operatori. "Non possiamo fare a meno di rilevare che, senza questa sentenza, la legge regionale che la Lombardia si è data per regolamentare il consumo di suolo sarebbe stata del tutto impotente nei confronti della cementificazione di Segrate - rileva Di Simine - addirittura, secondo le definizioni della legge regionale lombarda, quei centocinquanta ettari agricoli sacrificati all'urbanizzazione non sarebbero nemmeno stati classificati come consumo di suolo. Per questo urge una azione legislativa che faccia ordine e chiarezza, anche sulle definizioni di suolo, quindi sull'oggetto della tutela"

venerdì 20 febbraio 2015

Nasce il COMITATO PARCO MARTESANA per un nuovo grande PARCO dell’AREA ADDA-MARTESANA







COMUNICATO STAMPA

Le Associazioni e realtà locali

ACLI MARTESANA, ACLI GORLA e TURRO, ASTROV di GORGONZOLA, CA' BIANCA di MASATE, CASCINA NIBAI di CERNUSCO, FORUM PERMANENTE 3° SETTORE MARTESANA, “IN MARTESANA” , MARTESANA di GRECO, LEGAMBIENTE ADDA-MARTESANA, LEGAMBIENTE MILANO, SALVIAMO IL PAESAGGIO- MARTESANA, WWF
OA Martesana Sud
Stanno dando vita ad un Comitato per la promozione del PARCO MARTESANA, proponendosi come scopo istituzionale primario i seguenti obiettivi e considerazioni:
    La promozione e la realizzazione del PARCO MARTESANA sui territori dell’Est Milano, interessanti un’area omogenea della Città Metropolitana di Milano, già denominata da precedente pianificazione provinciale come Area Adda-Martesana. Il Parco Martesana vuole coinvolgere le aree già vincolate ed attualmente oggetto di costituzione del PLIS Martesana, ampliandone l’estensione, interessando vari Comuni della Martesana e creando un organico collegamento con il sistema dei Parchi regionali lombardi.

    Le aree oggetto della proposta di Parco includono le aree del PLIS Alto Martesana, l’area del Vincolo Naviglio Martesana ed altre aree intercluse nei comuni sotto citati, come corridoi ecologici e aree agricole strategiche già individuate e vincolate dai piani sovraordinati, nell’ambito dell’area Adda-Martesana.

  I Comuni coinvolti sono in particolare: Basiano, Bellinzago, Bussero, Carugate, Cassano d’Adda, Cassina de’ Pecchi, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese,Gessate, Gorgonzola, Grezzago, Inzago, Liscate, Masate, Melzo, Milano (zona Crescenzago e Gorla), Pessano Con Bornago, Pioltello, Pozzo d’Adda, Pozzuolo Martesana, Pozzo d’Adda, Rodano, Segrate, Settala, Trezzano Rosa, Trezzo sull’Adda, Truccazzano, Vaprio d’Adda, Vignate, Vimodrone.

  Sono coinvolti  ed interessati Enti di parchi PLIS già istituiti, per un coordinamento delle relazioni tra Plis Martesana proposto e Plis già esistenti; possono partecipare come partners i Parchi Regionali dell’Adda e Agricolo Sud Milano.




  La proposta di Parco Martesana interessa tutte le aree di pregio ambientale, delle quali si proporrà la tutela in ambito dei PGT comunali (Piani di Governo del Territorio).

  Il PARCO MARTESANA si configura quindi come contributo alla definizione del Piano Strategico della Città Metropolitana ed è supportato da queste motivazioni principali:
 Completare la rete dei Parchi territoriali in una ottica di sistema, tutelando maggiormente i corridoi ecologici RER e Reti Ecologiche Comunali, nonché le aree agricole strategiche, da ulteriore consumo di suolo.
 Garantire uno sviluppo sostenibile del territorio in Regione Lombardia, dove il consumo di suolo è tra i più elevati a livello nazionale, tutelando le aree agricole ancora libere da edificazione, anche ai fini della riqualificazione e valorizzazione del territorio.
 Incentivare un modello di agricoltura ecocompatibile che coniughi i tradizionali sistemi di produzione con l’erogazione di servizi ecosistemici per trovare valore aggiunto nel turismo rurale e nell’educazione ambientale, anche attraverso la promozione di un distretto agricolo del Martesana
 Salvaguardare l’ambiente e la biodiversità, la protezione e valorizzazione del paesaggio, con i suoi caratteri storici e testimoniali, contro l’impoverimento dei suoi valori di qualità.
  Realizzare i corridoi ecologi, a protezione dell’avifauna, per la conservazione della biodiversità.
  Promuovere altre forme di attività economica rispettose dell’ambiente, utili alla Comunità.
   Realizzare spazi ricreativi e di mobilità dolce, pedonale e ciclabile, con le necessarie interconnessioni sovracomunali, in modo che i cittadini possano fruire di una mobilità sostenibile sia per lo svago che per necessità lavorative e di studio.
  Promuovere l’educazione ambientale  che coinvolga le comunità e le giovani generazioni, anche – ma non solo - attraverso l’istruzione scolastica.
Il Comitato per il Parco Martesana si impegna a realizzare un percorso di studio e di proposta che coinvolga le Associazioni territoriali, gli Agricoltori, tutti i portatori d’interesse, le Istituzioni e i Cittadini che si renderanno disponibili alla partecipazione, rendendo lo sviluppo di tale percorso un’occasione di crescita e confronto sociale, la più ampia possibile.

Il Comitato provvederà inoltre a definire l’organizzazione al proprio interno e avrà cura di trovare risorse e mezzi per il raggiungimento dei fini per i quali si è costituito.




Il Comitato stabilirà di volta in volta le sedi opportune, sia per gli incontri che per eventuali necessità di archiviazione del materiale comune, o per altre necessità che dovesse ritenere significative.

Il Comitato è aperto ad ulteriori adesioni.

LANCIAMO una APPELLO a tutte le ASSOCIAZIONI che fossero interessate a partecipare, lasciando gli indirizzi mail di alcuni referenti, al fine di raccogliere  ulteriori ADESIONI e SOTTOSCRIZIONI.

Ci troviamo il giorno 16 marzo 2015 alle ore 21.00, presso Astrov, via Leonardo da Vinci 1/a, 1° piano, per l’adesione e la sottoscrizione della Carta del Comitato PARCO MARTESANA.


Per Il Comitato:


ACLI
Orazio Reolon
ASTROV
Antonio Stoppani
Cà Bianca
Virginio Castellazzi
Legambiente
Mara Leoni

mercoledì 8 ottobre 2014

Brutte notizie da Roma


quello che decidono a Roma avrà un impatto significativo anche nella nostra "piccola" area metropolitana. vi invito a leggere con attenzione quanto segue.




La minaccia
Sblocca-Italia 

Sedici grandi "firme" -da Salvatore Settis a Carlo Petrini, da Tomaso Montanari all’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray- prendono posizione contro il decreto che -nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana- rischia di essere un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby.  “Rottama Italia” è un libro -corredato da 13 vignette- disponibile gratuitamente in formato PDF da www.altreconomia.it/rottamaitalia, affinché -mentre il decreto viene discusso in Aula-, si apra il dibattito nel Paese




7 ottobre 2014 - A 15 anni dall’uscita del primo numero della rivista “Altreconomia” (novembre 1999), Altreconomia edizioni festeggia il proprio compleanno regalando all’Italia uno straordinario e-book in cui sedici autori, architetti, urbanisti, archeologi, giuristi, costituzionalisti, giornalisti affrontano i 45 articoli del decreto Sblocca-Italia, che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 12 novembre.

"Rottama Italia" è un libro corredato da 13 vignette e disponibile gratuitamente in formato PDF sul sito www.altreconomia.it/rottamaitaliache spiega, articolo per articolo, perché lo Sblocca-Italia rappresenta una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro.
Il libro è anche in vendita in formato epub e mobi.
Il punto di vista degli autori è quello dell’articolo 9 della Costituzione, più volte citato nel testo, per ribadire i valori della tutela del territorio e richiamare l’esigenza di legalità e di una visione sostenibile del futuro.  


“Rottama Italia” nasce da un’idea di Sergio Staino, ed è stato curato da Tomaso Montanari. Hanno partecipato -gratuitamente- al progetto Ellekappa, Altan, Tomaso Montanari, Pietro Raitano, Giannelli, Mauro Biani, Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Maramotti, Edoardo Salzano, Bucchi, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Riverso, Salvatore Settis, Beduschi, Vincino, Luca Martinelli, Anna Donati, Franzaroli, Maria Pia Guermandi, Vauro, Pietro Dommarco, Domenico Finiguerra, Giuliano, Anna Maria Bianchi, Antonello Caporale, Staino, Carlo Petrini. 

“Il volume che pubblichiamo è un -raro- esempio di informazione indipendente, che ha ragione d’essere nelle azioni che genera -spiega Pietro Raitano, direttore di Altreconomia-. Ogni contributo vale per sé, e al tempo stesso costituisce la voce di una composizione corale.
C’è voluto coraggio per pensarlo, scriverlo e pubblicarlo. C’è voluto tempo per capire, spiegare (una vera rivoluzione, nell’epoca dei tweet). Ma ci vorrà coraggio anche a leggerlo con attenzione e farne un manifesto di azione”.

“La prima, e più importante, resistenza allo Sblocca-Italia passa attraverso la conoscenza, l’informazione, la possibilità di farsi un’opinione e di farla valere -scrive Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Napoli Federico II-. Discutendone nelle piazze e nei teatri, nelle televisioni e alla radio. Richiamando al progetto della Costituzione i nostri rappresentanti in Parlamento. E, se necessario, anche ricorrendo al referendum: se -alla fine e nonostante tutto- questo sciagurato decreto ‘Rottama-Italia’ diventerà legge dello Stato”.

“Il decreto in esame non difende affatto il territorio, né dalla devastazione ambientale provocata dall’edilizia, dalle cementificazioni e dalle impermeabilizzazioni stradali, né tanto meno dalle privatizzazioni ed alienazioni a privati -spiega Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale-. Va perciò affermato con forza che il 'territorio', elemento costitutivo della comunità politica, non è un bene liberamente disponibile da parte del governo o di amministratori locali, ma è nella 'proprietà collettiva demaniale' o nella ‘superproprietà’ del popolo, a titolo di sovranità”.

“Non condivido la natura e le finalità dello Sblocca-Italia, un provvedimento legislativo incautamente complesso, che deroga ma non chiarisce, tenta di semplificare ma produce stratificazioni normative e non tutela l’ordinamento e tutti gli interessi opposti all’urgenza -aggiunge Massimo Bray, già ministro dei Beni culturali del governo Letta-. Quanto costa alla democrazia italiana una politica che interviene con un decreto legge di 45 articoli, relativi ad una pluralità di materie?”.

L'urbanista Edoardo Salzano, già Preside della Facoltà di Pianificazione del territorio dello IUAV di Venezia, spiega nel suo intervento che lo Sblocca-Italia “per eliminare le regole sull’uso del territorio” va ad “abbattere i due baluardi che sorreggono la loro efficacia: la pianificazione urbana e territoriale come metodo e strumento dell’azione pubblica, e la burocrazia delle istituzioni (quella privata si moltiplica a dismisura). Quella burocrazia pubblica che è essenziale perché le regole stabilite nell’interesse pubblico siano effettivamente rispettate”

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, già direttore della Scuola normale superiore di Pisa, ed editorialista de la Repubblica, sottolinea come “a quel che pare sarà un governo nominalmente di Centro-sinistra a celebrare, dopo vari tentativi andati a vuoto, il trionfo del silenzio-assenso, trasformandolo da tutela del cittadino contro l’inerzia della pubblica amministrazione in un trucco che cestina un principio fondamentale della Costituzione. […] le eccezioni di incostituzionalità sollevate da alcuni parlamentari (Atti Camera, nr. 2629) sono state respinte dalla maggioranza di governo. Dobbiamo perdonare loro perché non sanno quello che fanno, o sperare che si ravvedano?”.

Le conclusioni di “Rottama-Italia” le firma Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che provando a ripercorre il dibattito parlamentare in corso negli ultimi anni, sul tema dello stop al consumo di suolo, spiega come “questo decreto Sblocca-Italia è così surreale e fuori dal tempo e dal luogo in cui ci troviamo a vivere, che è quasi impossibile scacciare il pensiero che a scriverlo non sia stato l’uomo della rottamazione (che però, siamo sicuri, lo ha battezzato), ma un manipolo di lobbisti disperati: quasi il risultato della clonazione del primo Tremonti, che favorì il pullulare dei capannoni oggi miseramente vuoti e abbandonati, ovunque”. 
E, affonda la penna Petrini, “evidentemente costoro non hanno minimamente a cuore il destino della comunità che vive in questa nostra povera Patria e soprattutto non hanno nessuna lungimiranza per il suo futuro, per la sopravvivenza dei nostri figli, per la bellezza che i loro occhi hanno il sacrosanto diritto di vedere nonostante le nostre ambizioni di produzione interna lorda!”.

“Rottama-Italia” è un’iniziativa editoriale di Altreconomia edizioni. 
“Altreconomia”, dal novembre 1999, è un mensile d’informazione economica indipendente, che non riceve finanziamenti pubblici e seleziona la propria pubblicità secondo criteri etici. Altreconomia edizioni è una cooperativa, forte di oltre 600 soci tra persone fisiche e persone giuridiche. Un editore puro, l’unico che ha scommesso su questo libro, un’operazione essenziale di democrazia.


Sul sito www.altreconomia.it/rottamaitalia è disponibile il libro "Rottama Italia" in formato PDF, con la copertina in alta risoluzione. All'interno del libro, la biografie dei 16 autori degli articoli e dei 13 disegnatori che hanno regalato le proprie vignette per questo progetto.




giovedì 25 ottobre 2012

Eppur.....qualcosa...si muove!


Vi ricordate la data di scadenza per la consegna delle schede di "censimento del cemento" da parte dei Comuni? ebbene sì...è il 31 ottobre e sta......scadendo....di nuovo. Pochi dei nostri "Lenti Pubblici" hanno approfittato della proroga per compilare il questionario che abbiamo loro inviato, per la prima volta, a Febbraio. Alla segreteria nazionale del Forum "Salviamo il Paesaggio" stanno arrivando richieste da parte di alcuni Comuni -che stanno terminando l'elaborazione dei dati- di poter prorogare (di nuovo) la scadenza. Negli ultimi giorni tutti i "portavoce" dei Comitati Locali del nostro Forum stanno esprimendo il proprio parere a favore di un'ulteriore proroga.
Questa dilazione non deve essere intesa come una debolezza ma come un gesto di grande attenzione nei confronti delle amministrazioni comunali: non ci interessa avere qualche scheda compilata in più, ma la certezza di aver dato la massima disponibilità e comprensione verso i Sindaci e le Giunte. 
Da un punto di vista "filosofico" ci si potrebbe anche chiedere PERCHE' chiudere la Campagna Censimento; si sta pensando anche ad una eventuale "rimodulazione" del questionario, a renderlo più snello...privo di quelle complessità tecniche eccessive cui "si appigliano" alcune Amministrazioni per giustificare le loro reticenze. Insomma, un mini-censimento...per poter avere quei dati fondamentali (il consumo di suolo previsti dai Piani, e il suolo consumato negli ultimi due anni) che, unitamente ai dati del Censimento Istat, ci consentirebbero comunque di continuare le nostra battaglia a difesa del "Bene Comune Terra". 
Ma....perchè il titolo del post "EPPUR QUALCOSA SI MUOVE"?!?
Perchè nella nostra zona, non esattamente nella Martesana ma...ai confini...c'è un assessore all'urbanistica che si cruccia e si dispiace per il fatto che il suo Comune non sarà in grado di rispettare la scadenza del 31 ottobre. E' l'ottimo Corrado Boccoli di Vimercate, il quale dopo avermi invitato (come portavoce di "Salviamo il Paesaggio"ndr) a presentare la "campagna censimento" in Commissione Territorio nel mese di luglio mi scrive: "avremmo il piacere di invitarla nella prossima commissione territorio per la presentazione dei dati raccolti". Conclude salutandomi e ringraziando. No, assessore Boccoli, siamo noi di SalviamoIlPaesaggio che ringraziamo te, il signor Franzosi (Presidente della Commissione Territorio di Vimercate), i commissari tutti e i consiglieri comunali che si sono "aperti" alle nostre istanze. Siete un esempio di buona politica e di rispetto verso quelle forme, come la nostra, di cittadinanza attiva.
 Grazie! Davvero!

p.s. La  Commissione Territorio a Vimercate si terrà mercoledì 14 novembre alle 21. E' possibile partecipare.

per il Coordinamento della Martesana del Forum di Associazioni "Salviamo il Paesaggio"
il portavoce pro-tempore Gian Paolo Ronchi




lunedì 10 settembre 2012

CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI SFITTI: scadenza rimandata a fine ottobre 2012. Le Amministrazioni Comunali risponderanno?

riportiamo integralmente la lettera ricevuta dal coordinamento nazionale del nostro Forum....
meglio non sapremmo esprimere gli stessi concetti.
buona e attenta lettura!
 
Dal 27 di febbraio è in atto un'iniziativa singolare nel nostro Paese: il forum nazionale "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" ha inviato una richiesta a tutti gli 8.101 Comuni italiani per sollecitare, entro sei mesi, la compilazione e restituzione di una particolare scheda di censimento.

La scheda (strutturata in 25 punti nevralgici più 7 facoltativi) è stata trasmessa utilizzando la posta elettronica certificata, strumento che la stessa amministrazione pubblica invita ad utilizzare per agevolare il dialogo tra Enti e cittadini.

In particolare, la scheda censuaria si propone di mettere in luce qualche dato primario, come il rapporto tra superficie comunale complessiva e aree verdi, l'estensione di suolo potenzialmente urbanizzabile secondo quanto previsto dallo strumento urbanistico in vigore, e l'elemento centrale di qualunque odierna seria pianificazione del territorio, ovvero l'ammontare degli immobili (tanto residenziali quanto produttivi) presenti in ciascun Comune e al momento vuoti, sfitti, non utilizzati.

Molti commentatori hanno immediatamente esclamato: "richiesta doverosa, stante la situazione del suolo già consumato; le amministrazioni non avranno difficoltà a fornire questi dati essenziali".

Ma noi eravamo (purtroppo) certi che proprio quest'ultimo elementare dato avrebbe scatenato un po' di panico tra le fila di Sindaci, Assessori e tecnici comunali. Tanto che, prudentemente, ci eravamo posti la domanda: "e se le risposte dovessero essere scarse oppure scarne?". E avevamo subito ipotizzato un "secondo tempo" per il nostro match con le amministrazioni: la stesura di una proposta di legge d'iniziativa popolare (in corso di definizione). Essere ottimisti è buona cosa, ma la ricerca della concretezza imponeva avere le idee chiare in ogni caso.

E l'ottimismo della ragione non poteva essere così miope da non considerare, appunto, l'eventualità che la più semplice delle richieste ("quante abitazioni e quanti capannoni non utilizzati ci sono nel vostro Comune ?") cozzasse con la dura realtà: meglio che nessuno - o pochi - lo sappiano, altrimenti i nuovi piani urbanistici in vigore e le "sante" varianti sempre in ballo finiranno per essere smascherate come pure presunzioni basate sul nulla. Il Re sarà nudo!

Nei primi cinque mesi di campagna, ogni Comune ha ricevuto due volte la richiesta (repetita juvant) da parte della segreteria nazionale e moltissimi di essi hanno inoltre ricevuto il sollecito "fisico" da parte di semplici cittadini riuniti nei 131 Comitati locali "Salviamo il Paesaggio" costituiti un po' in tutta la penisola.

E 
decine sono state le mozioni, le istanze, le interpellanze, le interrogazioni presentate da consiglieri comunali che chiedevano alla loro stessa amministrazione di "impegnare" gli uffici tecnici nel rispondere alla richiesta del Forum nazionale.

I risultati, ad oggi, sono a dir poco deludenti: 177 i Comuni che hanno finora risposto. Di queste risposte, ben 55 sono assolutamente negative, adducendo l'impossibilità di poter disporre di un simile dato e che certamente non sarà possibile assoldare una squadra di tecnici pro tempore ("onde non sforare il patto di stabilità" ... !).

62 le risposte parziali
(schede compilate in modo non completo oppure delibere dei consigli comunali che impegnano la rispettiva amministrazione ad effettuare il censimento entro sei mesi). Restano dunque 60 schede di ritorno debitamente compilate. Una miseria...

E, cosa ancor più beffarda, ogni giorno incontriamo Comuni che ci dicono: "mai vista la vostra richiesta". Quando esibiamo loro il certificato elettronico che comprova l'avvenuto loro ricevimento e l'indirizzo di posta interpellato, l'arroganza della risposta si trasforma in un timido balbettio ed è seguito da un "farò pervenire ora all'ufficio competente".

Insomma, poche risposte (e ancor meno quelle positive) e la sensazione che il primo approccio sia appena stato attivato. Ce n'è per sentirsi scoraggiati. E molti dei militanti del Forum nazionale non hanno mancato, nel leggere i risultati parziali, di ritenere la campagna un quasi-fallimento.

E qui è bene fare uno stop e addentrarci in una sensata analisi.

Perchè un'iniziativa del genere può essere un fallimento se promossa da un soggetto "debole" (ma qui il soggetto è un Forum nazionale che comprende, come detto, 783 organizzazioni, tra cui 80 associazioni nazionali molto trasversali e rappresentative dell'ambientalismo, dell'altra economia, delle aggregazioni tra Enti Locali, del mondo agricolo, dell'associazionismo turistico e ricreativo, dei professionisti del settore e a cui si aggiungono 703 tra associazioni e comitati territoriali).

Può essere un fallimento se promossa da un soggetto che non è in grado - dal punto di vista organizzativo - di rapportarsi con questo vasto arcipelago di Comuni (ma qui l'azione è stata finora ineccepibile, tanto a livello centrale quanto nelle realtà territoriali presidiate dagli attuali 131 Comitati locali all'opera).

Può essere un fallimento se la scheda censuaria proposta risulta farraginosa o troppo complessa (ma tutti i Comuni che già l'hanno compilata dimostrano l'assoluta fattibilità della sua compilazione: l'hanno fatto, ad esempio, capoluoghi di provincia come Padova o Imperia, comuni come Faenza e Casasco, che hanno rispettivamente oltre 58.000 e appena 125 abitanti: grandi e piccoli, dunque, sono perfettamente in grado di rispondere ...).

O ancora, può essere un fallimento se nei primi mesi di attività il soggetto non avesse registrato l'attenzione del Presidente della Repubblica (che salutò per iscritto, a fine ottobre, la costituzione del Forum nazionale), dei ministri Ornaghi e Catania (quest'ultimo, addirittura, sta lavorando attorno alla presentazione di un disegno di legge che dovrà contenere/azzerare il consumo di suolo agricolo).

Non può certamente essere considerata un fallimento, invece, se l'unico "problema" è la non-volontà delle amministrazioni comunali.

Significa che abbiamo toccato (e non ne avevamo dubbi) il vero nervo scoperto della questione
: la pianificazione del territorio corrente non considera un metodo (quello da noi proposto con la scheda di censimento), non dispone di dati sul consumo di suolo già avvenuto, non è interessata a considerare l'enorme patrimonio edilizio che, in ogni Comune, resta non utilizzato. Dunque è una pianificazione sbagliata, frutto di emotività, incapace di preoccuparsi primariamente dei bisogni collettivi. Questa è la dura e triste realtà.

Nonostante tutto, abbiamo la testa dura e procediamo. Con il vento in poppa. Il che ci porta sfrontatamente a concedere due mesi in più a tutte le "lente amministrazioni" e a quelle che solo ora hanno preso visione della nostra richiesta. La scadenza è fissata per la fine di ottobre 2012.

Ai 177 Comuni che già (in modo positivo o negativo) hanno risposto, quanti se ne aggiungeranno?Lasciamo la risposta a qualche incallito scommettitore o a qualche bookmakers. La quantità, in fondo, poco ci interessa.

Ciò che ci premeva - e che ci preme - è la pressione rivolta a tutti gli amministratori: abbiamo avviato un dialogo, chiediamo che non si ragioni (più) su elementi astratti ma su dati certi, fuori dalle ideologie.

Le non risposte delle amministrazioni o le loro risposte negative sono e sarano messaggi chiarissimi. Che faremo immediatamente rimbalzare tra i cittadini di ognuno di questi Comuni. E allora il Re sarà nudo. Più che mai.

Qualcuno potrà domandarsi: "ma se prevedevate una risposta così bassa dalle amministrazioni comunali, perchè avete ugualmente voluto provarci?".

Domanda molto pertinente. A cui si può rispondere in diversi modi.

Il primo è che partire subito con una proposta di legge d'iniziativa popolare poteva sembrare un voler scavalcare gli ambiti comunali, ciò il "luogo" dove gli scempi primari vengono decisi e attuati. Sarebbe stato un errore, una mancanza di stile. Di più: non voler istituire un dialogo concreto.

Poi: era necessario essere certi che ad una richiesta di dialogo non corrispondesse un muro; avremmo altrimenti offerto un alibi a tutti i Sindaci: "ma perchè non ce l'avete detto prima che volevate ragionare sui numeri ?".

E poi occorreva "rodarsi" un po': il Forum nazionale è nato a fine ottobre dello scorso anno, la campagna "Salviamo il Paesaggio" il 27 febbraio. Un soggetto così ampio e così giovane doveva per forza prima organizzarsi sui territori, perchè sarà nei territori che andremo a confrontarci per i prossimi mesi ed anni.

Infine, era importante che inequivocabili dati di mercato mostrassero agli stessi operatori del comparto edile come la crisi economica in atto suggerisca di abbandonare la strada del "nuovo mattone" per dirigere le attenzioni sul recupero dell'ampio patrimonio edilizio esistente e sul suo adeguamento energetico. I dati parlano chiaro: nel periodo 2008/2012 le nuove abitazioni sono diminuite del 40,4 %, mentre gli interventi di recupero del patrimonio abitativo sono cresciuti del 6,7 %.
Fino ad ora abbiamo fatto esattamente tutto ciò che avevamo promesso di voler fare. E, anzi, qualcosina di più. Ora tocca (toccherebbe ...) alle amministrazioni !

Con la stessa modalità collettiva con cui abbiamo preparato la scheda di censimento, stiamo ora lavorando attorno alla possibile proposta di legge d'iniziativa popolare.
Che si trasformerà in una campagna di raccolta firme e poi (raggiunte le 50.000 firme di cittadini richieste dalla legge, ma noi puntiamo a 500.000 inequivocabili firme ...) sarà il Parlamento a dover discutere la nostra proposta.

Non c'è altra strada. A meno che, da qui a fine ottobre, le amministrazioni non agiscano.Noi continuiamo a sollecitarle ...

L'ottimismo ci dice di crederci. La concretezza ci stimola a procedere, prevedendo tutte le chance che portino i nostri Primi Cittadini ad entrare nella realtà e a non restare in quell'era feudale in cui troppo spesso mostrano di voler vivere e governare a tutti i costi.

Il dado è tratto. Meglio: il seme è ora in terra: in quella terra che sappiamo oggi di dover difendere da nuove inutili aggressioni...

Alessandro Mortarino
(coordinatore nazionale del Forum "Salviamo il Paesaggio")info@salviamoilpaesaggio.it
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